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Un "logo" per la Sicilia - la Trinacria
19 Ott

Un "logo" per la Sicilia - la Trinacria

Un operazione di Brand Design legata ad un territorio con un identità forte come la quella Siciliana,  non può che partire da una ricerca approfondita sui simboli e la tradizione, in occasione di un nuovo logo design fatto per un cliente, abbiamo avuto l'opportunità di studiare la simbologia della trinacria Siciliana (e cosa è un logo se non un segno, un simbolo denso di significato), che come alcuni già sanno ha una storia tanto antica, complessa e cosmopolita, quanto la terra che rappresenta. Possiamo iniziare defininendo la trinacria Siciliana, come appartenente alla grande famiglia delle Triscele.

 

La Triscele: storia e significati del simbolo

La Triscele è una raffigurazione composta principalmente da tre gambe, spirali o braccia intrecciate. La storia ancestrale del simbolo è ancora un mistero, sappiamo però che il segno ha avuto in diverse culture significati esoterici e propiziatori. I primi reperti mai ritrovati che riportano una triscele risalgono al 500 a.C. , si tratta di svariate monete ritrovate in Licia e in altri luoghi appartenenti all'impero persiano. Altre monete contenenti la Triscele sono state coniante in varie città della Grecia, in questo viaggio verso ovest il simbolo raggiunse tramite il mediterraneo la città di Siracusa, dove sono state coniate tra il quarto e il terzo secolo prima di Cristo alcune monete che lo contengono. Contemporaneamente in centro Europa ritroviamo la Triscele come uno dei segni più importanti della cultura Celta, riproposta su numerosi monili, monete, armi e costruzioni sino alla loro sconfitta definitiva subita intorno al 50 A.C da parte dei Romani. Il simbolo fu utilizzato inoltre dalle popolazioni Vichinghe (135 a.C), che arricchirono il significato della triscele portandola sotto forma di amuleti e gioielli emblematici del dio sole Frey e del dio Odino.
La Trinacria non si fermerà in Sicilia, lo ritroviamo sull'Isola di Man nel mare d'Irlanda, portatovi, secondo una leggenda locale, dai Normanni arrivati dalla Sicilia che sostituirono con la Trinacria l'antico simbolo dell'isola irlandese.
 
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La triscele simbolo dell'Isola di Man

Semiotica della Triscele nelle culture europee

Un elenco che riporta i significati della triscele in varie tradizioni mistiche e religiose Europee
 
• i Tre Cerchi dell'essere o della manifestazione: Ceugant, il Mondo dell'Assoluto; Gwynwydd, il Mondo Spirituale dell'Aldilà e Abred, il Mondo Umano o della Prova;
• internamente ad Abred è il simbolo dei tre aspetti del mondo materiale: la Terra (cinghiale), l'Acqua (Salmone) e il Cielo (Drago) che con il loro movimento si riuniscono tutti nel quarto elemento, il Fuoco, simboleggiato dal cerchio che racchiude il triskell.
• la Triplice Manifestazione del Dio Unico: la Forza, la Saggezza e l'Amore e, quindi, le tre classi della società celtica che incarnavano tali energie, Guerrieri, Druidi e Produttori (i lavoratori);
• il Passato, il Presente e il Futuro riuniti al centro in un unico Grande ed Eterno Ciclo chiamato Continuo Infinito Presente, in cui tutto esiste allo stesso momento.
• le tre fasi solari nella giornata: alba, mezzogiorno, tramonto;
• la Dea nei suoi tre aspetti di Vergine-Madre-Vecchia/Figlia-Madre-Sorella;
• la triplice manifestazione dell'uomo: corpo, emozioni/sentimenti/pensieri e spirito, ma anche Azione, Sentimento, Pensiero e le tre età dell'esistenza infanzia, maturità, vecchiaia;
• la triplice specializzazione della dea Brigit come custode e dispensatrice del Fuoco Sacro e protettrice dei poeti, dei fabbri e dei guaritori;
• il segno sul quale il santo cristiano Patrizio spiegherà il concetto della Trinità, che in realtà un'elaborazione del cristianesimo celtico, agli irlandesi, dopo avere trasformato però il triskell in un trifoglio.
• il simbolo della trinità femminile della battaglia Morrigan-Macha-Boadb e di quella maschile Ogma-Lugh-Dagda
 

Il "logo" della sicilia: La Trinacria

La Trinacria Siciliana è l'unica tra le varianti della Triscele ad aver incontrato l'impero romano e ad essere riuscita a sopravvivere. La Triscele Celtica smise infatti di essere utilizzata quando Augusto vietò i culti druidici e l'utilizzo della simbologia religiosa celtica. Al contrario l'utilizzo della Trinacria fu in qualche modo incentivato dai Romani.
Il nome Trinacria affonda le sue radici etimologiche fra greco e latino: da "Trikeles", parola greca composta che sta per tre promontori, madre del termine latino "Triquetra", che sta per "tre vertici". Richiamando i versi omerici dell'Odissea, si trova anche il termine "Thrinakie" riferito alla Sicilia, che deriva da "Thrinax", o meglio, "dalle tre punte".
L'attuale versione dello stemma e del gonfalone della Sicilia, adottato con la legge regionale n. 12 del 1990, approvata dall'Assemblea regionale siciliana, su proposta del parlamentare e storico Giuseppe Tricoli rappresenta una testa di donna, forse una dea, con tre gambe che ruotano in senso antiorario e tre spighe, che dal centro si sviluppano in modo centrifugo. La legge regionale n. 1 del 2000 definisce la bandiera siciliana come: "un drappo di forma rettangolare che al centro riproduce lo stemma della Regione siciliana, con dimensioni pari a tre quinti dell'altezza della bandiera, formato da uno scudo alla francese raffigurante al centro la triscele color carnato, con il gorgoneion e le spighe. Il drappo ha gli stessi colori dello stemma: rosso aranciato e giallo".
 

Il "logo" della Sicilia – Il gorgoneion

Per gorgoneion si intende il volto della Gorgone Medusa, creatura mitologica di tradizione greca, che viene rappresentato da un volto di donna con una capigliatura formata da serpenti. Quella del serpente è una figura che ritroviamo spesso nella mitologia, con significati legati al peccato ed all'inganno, così come ce l'ha tramandata la tradizione giudaico- cristiana. Ma, in particolare, nella antica cultura siciliana, il serpente acquisisce valori positivi, arrivando a diventare per esempio, uno dei simboli della Città di Palermo. Nel capoluogo Siciliano infatti, oltre alla famosa aquila, che manifesta sontuosamente la fierezza, altri due sono le allegorie che caratterizzano la città: il cane, che indica la fedeltà, e il serpente, appunto, che rappresenta la prudenza e la saggezza, divenendo, quindi, non più simbolo del male ma, segno legato agli attributi degli dei.
 

Il "logo" della Sicilia – Le gambe

Il Triscele citato all'interno della legge è composto da 3 gambe di essere umano, che ruotano in senso antiorario. Le gambe rappresentano i tre promontori più estremi della Sicilia: a ovest Capo Lilibeo, vicino Marsala; Capo Passero, a sud oltre Siracusa, Capo Peloro a Messina, nel nord est. E' interessante riportare una dichiarazione del prof. Giuseppe Tricoli:
 
il simbolo della Triscele vuole rappresentare una concezione cosmica: le tre gambe esprimerebbero, appunto, il movimento cosmico, la vita, il divenire e si ricollega ad analoghi simboli della civiltà indo-europea di cui dà un'interpretazione mediterranea, calata cioè nella cultura umanistica dei popoli mediterranei. Il Gorgoneion, effigiato al centro delle tre gambe che è una rappresentazione della Medusa, appare in un momento successivo.
 

Il "logo" della Sicilia – Le spighe

Si è discusso in passato in merito alla presenza delle spighe, alcuni dicono che queste rappresentino la fertilità dell'Isola, altri ricordano che le spighe furono aggiunte dai Romani quando applicarono la pena di morte ai contadini che non tagliavano gli alberi per trasformare anche i boschi in campi di grano, le spighe erano inoltre atte a simboleggiare per la Sicilia il suo status di nazione non romana, infatti fu prima provincia e "granaio" di Roma. Ai lati del volto sono riportate inoltre due ali che indicherebbero l'eternità del tempo nella quale viaggia la sua storia

 

L'origine della Trinacria – le 3 ipotesi

Per completezza riporto inoltre un estratto dal volume "Il sentimento religioso dei siciliani" di Christian E. Maccarone che ci parla dell'origine del simbolo Trinacria:

Tenendo conto che questa stessa figura era diffusissima nell'antichità in altri paesi - Licia, Panfilia, Pisidia, Creta, Rodi, Macedonia, Tracia, Spagna celtiberiana, paesi celtici, isola di Man ecc. - a cui non la legavano isomorfismi geografici, qual è allora il suo vero significato o comunque quello originario?


Esistono tre ipotesi:

 

IPOTESI DELL'ORIGINE FENICIA

L'ipotesi Fenicia si fonda su un monumento numidico, rinvenuto a Vega, l'odierna città tunisina di Beja, sul quale figura un triscele completo di gorgòneion posto sopra il toro sacro di Baal, la massima divinità del Pantheon semitico. Sul piedistallo del monumento è incisa un'epigrafe, scritta in caratteri fenici, che traslitterata e tradotta in lingua latina da Guglielmo Gesenius e da Maurizio Levy - i maggiori esperti di lingua fenicia del diciannovesimo secolo - vuole essere una dedicatoria allo stesso Baal, visto come dio solare....La Triquetra per la particolare composizione figurativa manifesta l'idea di un movimento perenne, ciclico, evidenziabile attraverso le tre gambe piegate come fossero in corsa, ben riferibile a Baal, dio del tempo che scorre eternamente ed alla sua immagine trina.
Va, infine, detto per inciso che non sono mancati coloro che hanno visto nel simbolo altre divinità astrali: come l'Apollo licio, dio della luce o dio solare per eccellenza, o come Ecate triforme, con la quale nell'antichità si soleva identificare la Luna, vista come divinità.


IPOTESI DELL'ORIGINE GRECA - V secolo a.C.

L'ipotesi greca prende le mosse da una monografia sull'arte greca antica di un filosofo tedesco, K. W. Goettling, nella quale alcune pagine sono dedicate al nostro simbolo, visto come contrassegno degli scudi di guerrieri greci così come appaiono dipinti sui vasi antichi. Questa monografia, edita a Monaco di Baviera nel 1863, conserva ancora la sua validità oltre che per il suo contenuto artistico anche perchè interviene in modo originale nell'interpretazione del simbolo facendo leva sulla funzione terrificante che la presenza di Medusa conferisce all'intero figurato. Inoltre essa s'incentra sulla funzione del triscele quale simbolo riconoscitivo di determinati guerrieri.
Ciò consente di legarla ad una moderna interpretazione, intuita per la prima volta da un insigne studioso siciliano, Biagio Pace, il quale dimostra, con citazioni storiche che coincidono col periodo trattato nella tesi in esame, che la nostra figura debba considerarsi - così come vogliono gli araldisti - un simbolo araldico ante litteram. Il triscele nasce dalla immagine di una sola gamba piegata al ginocchio, riportata in bianco sullo sfondo scuro degli scudi dei guerrieri Lacedemoni, meglio conosciuti col nome di Spartani. Quella figura distintiva aveva lo scopo di esaltare la forza, l'agilità di una razza illustre di soldati, le cui gesta sono immortalate dalla grandiosa vittoria di Platea e dall'estremo olocausto delle Termopoli (480 a.C.).


IPOTESI DELL'ORIGINE MINOICA - VII secolo a.C.

Nel 1962 in Sicilia, nel corso di sbancamenti eseguiti per piantagioni sulla collinetta di Castellazzo di Palma presso Agrigento, veniva alla luce una ceramica arcaica, un dinosdi particolare bellezza in argilla rossiccia, nel fondo del quale figurava il triscele umanizzato senza gorgòneion. Il reperto, in pratica sfuggito da una stipe votiva annessa ad una sorgente solfurea sacra già esplorata, interessò subito gli archeologi non soltanto per la provenienza ma soprattutto perchè mai prima d'allora era stata rinvenuta, nè in Sicilia nè altrove, l'immagine di un triscele composto con arti umani più antico. La fattura del vaso veniva fatta risalire al VII secolo a. C., e cioè in epoca antecedente a qualsiasi altro esemplare. Nel 1966 si ripeteva lo stesso evento nei pressi di Gela in un santuario consacrato a divinità sotterranei (ctonie). Anche in questo caso veniva alla luce una ceramica con sopra dipinto lo stesso oggetto e risalente allo stesso periodo. I due reperti furono associati ad altri rinvenimenti fatti in anni precedenti a Creta ma risalenti ad epoche più lontane di quelle siciliane. Si pervenne così alla conclusione che l'origine di quei ritrovamenti poteva farsi derivare a contatti commerciali o insediamenti micenei sulla costa occidentale della Sicilia. Da qui l'ipotesi dell'origine minoico-micenea del simbolo.


CONCLUSIONE ED IPOTESI DI RICERCA

Non è certo possibile trarre conclusioni interpretative dalle tre sole ipotesi accennate, trascurando tutte le altre, altrettanto interessanti, attraverso cui è possibile ottenere utili indicazioni, tali da giustificare idealmente la presenza dello stesso simbolo in Sicilia, a Man e nelle antiche città della Licia. Tuttavia dalla ipotesi dell'origine minoica, la più recente e la più attendibile in termini scientifici, derivano due fondamentali informazioni: in primo luogo l'alta datazione del simbolo; in secondo luogo la sua genesi nell'Egeo, e comunque in terra Greca. Attraverso la prima ipotesi è possibile vedere l'adattamento del simbolo - del quale non può escludersi a priori un contenuto ideologico, forse di tipo naturalistico in aderenza alla civiltà greca - alla religione fenicia che caratterizzò profondamente la vita di quel popolo. Attraverso la seconda acquista invece rilevanza l'interpretazione guerriera, in un certo senso non nuova nella cultura greca, già nei poemi omerici si parla di scudi con figure apotropaiche (significato escatologico, misterioso). La maggior parte di tali emblemi appartiene alla famiglia dei simboli d'interazione cosmica, cioè dei simboli attraverso i quali si vuole dare la percezione della genesi del cosmo e dell'uomo e di un eterno accordo che si ripete ciclicamente. Questi stessi deriverebbero dalla medesima matrice interpretativa da cui nasce il Triscele: la spirale.

Speriamo che questa piccola riflessione vi sia piaciuta, e vi invitiamo ad inviarci i vostri commenti. La ricerca è un momento fondamentale per ogni lavoro di Branding, e questo estratto è il risultato di un lavoro di Progettazione Logo Palermo, se vuoi saperne di più sui nostri lavori come Studio Grafico invitiamo a visitare il nostro portfolio.

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Giuseppe Gallo

Direttore creativo di Mirabilia, Ingegnere Architetto, sono il principale designer del gruppo e collaboro al laboratorio di progettazione 3 del corso di laurea in ingegneria edile–architettura di Unipa, mi interesso di architettura, design della comunicazione, web e processi di innovazione  sociale. 

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